In vista della giornata mondiale della pace
Ai nostri amici offriamo alcuni spunti in vista della giornata mondiale della pace.
Ecco un tratto intenso del Messaggio di Benedetto XVI per la XLV Giornata mondiale della pace, del primo gennaio 2012: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”
“Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo”.
Questo passo si può considerare il cuore del messaggio. L’invito ai giovani a guardare in alto, a pensare in grande, senza paura del futuro, inseguendo gli ideali che vengono dalla scoperta della piena dignità della vita e della persona umana.
Gli esempi di ingiustizia sociale e di continua violenza nella società e nel mondo, scoraggiano i giovanti, i comportamenti negativi anche all’interno delle famiglie, non promuovono la vera educazione dei giovani che dovranno avere la forza di guardare avanti.
Ma non si può prescindere dalla famiglia, per questo il Papa si chiede: “Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. La famiglia è cellula originaria della società. È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro”.
Il papa insiste sul ruolo primario della famiglia nell’educazione. Pur senza dimenticare le difficoltà che proprio le famiglie incontrano oggi, in una situazione di crisi non solo economica, pressate da esigenze di lavoro, da tempi sempre più ristretti. Eppure è nel nucleo familiare, con la presenza dei genitori, che si toccano i tasti delicati della crescita e dello sviluppo. Genitori, non perdetevi d’animo, chiede il Papa.
“Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. (…)
Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare (…) Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti”.
Il Papa non offre alibi ai giovani quando dice: “Anche i giovani devono avere il coraggio di vivere prima di tutto essi stessi ciò che chiedono a coloro che li circondano. È una grande responsabilità quella che li riguarda: abbiano la forza di fare un uso buono e consapevole della libertà. Anch’essi sono responsabili della propria educazione e formazione alla giustizia e alla pace!”.
Bisogna promuovere la pace, che non è possibile senza giustizia, che si trova all’orizzonte della piena umanità, nella tutela dei beni delle persone, nella libera comunicazione tra gli esseri umani, nel rispetto della dignità delle persone e dei popoli, nell’assidua pratica della solidarietà e della fraternità.
La pace, frutto della giustizia ed effetto della carità è anzitutto, ribadisce il Papa, dono di Dio ed è anche opera da costruire.
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE - 1° GENNAIO 2012
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