LETTERA DEL RETTORE


La preghiera di Maria La preghiera di Maria

Carissimi amici e devoti del Santuario,

Come pregava Maria? Lo possiamo comprendere, oltre che da quanto scopriamo nel vangelo, anche dalla preghiera della sua comunità, della sua gente, del popolo d’Israele.
Maria ha vissuto intensamente la preghiera di Israele che ha come cuore e centro la benedizione.
La vita del pio israelita è costellata di benedizioni: svegliarsi, addormentarsi, nei pasti, nel lavoro, nei viaggi, negli eventi o incontri significativi, nelle malattie e nella stessa morte. Per ogni cosa, si potrebbe dire, c’è una benedizione. Noi, frettolosi, facciamo una lista di motivazioni e per tutto benediciamo il Signore, anche dalla Santa Messa siamo invitati ad offrire una benedizione per il pane e un’altra, distinta, per il vino. Per ogni cosa si può e si deve benedire Dio!
Nella preghiera si dice: Benedetto sei tu Signore, Dio dell’universo, poi si prosegue indicando il motivo che la ispira, questo modo di pregare indica una particolare concezione di Dio e anche del mondo, opera un quadruplice passaggio: dal proprio io a Dio, Signore di tutte le cose, dal possesso all’accoglienza, perché Dio rende l’uomo beneficiario e gli permette l’uso delle realtà create: dall’oggetto al dono, in quanto considera il creato come effetto dell’amore gratuito di Dio; dalla manipolazione all’ascolto, cioè dall’utilizzazione delle cose per fini egoistici al rispetto dell’intenzionalità voluta da Dio.
Luca non pone sulle labbra di Maria nessuna benedizione, come fa con Zaccaria che dice “Benedetto il Signore Dio d’Israele… (Lc 1,68), tuttavia Maria è termine di benedizione da parte di Dio, resa feconda per divenire madre del Benedetto “benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo (Lc 1,42). In Lei fluisce come un fiume la benedizione di Dio.
Nessuno come Maria entra nella logica della benedizione perché Maria non chiede nulla, ma loda e magnifica il suo Signore e si mostra completamente decentrata da sé stessa e proiettata verso il Signore. Si proclama serva (Lc1,38.48). Il Magnificat è un canto gioioso in cui Maria dopo aver ascoltato il messaggio, loda Dio con tutto il suo essere, assume l’io comunitario, quando dice: come aveva promesso ai nostri padri.
Maria vibra di ammirazione per le meraviglie che il potente opera in lei (Lc 1,49) e così assimila il timore di Dio, che consiste nel riconoscimento della sua trascendente santità unita alla misericordia (Lc 1,50).
Al Santuario moltissimi chiedono la benedizione, su se stessi, sugli oggetti di devozione, sui propri cari. Prima di chiedere perché non lodiamo e benediciamo Dio? Chiediamo con fede, specialmente nelle necessità, e, dopo aver sperimentato il soccorso divino, torniamo a ringraziare!
Imitiamo la Vergine Santa, ci aiuti anche a benedire e lodare sempre il Signore, e a riconoscere che anche per noi ha fatto e fa grandi cose e non si dimentica di noi.
Ave Maria!

Vostro nel Divino Amore
Don Pasquale Silla
Rettore Parroco


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