Lettera del Rettore


L'annunciazione - Leonardo da Vinci Carissimi amici e devoti del Santuario,

nel mese di marzo siamo in piena Quaresima e ci incontriamo con la solennità dell’Annunciazione di Maria Santissima.
Il cammino della Quaresima verso la Pasqua può essere modellato sul cammino di fede di Maria, prima discepola e custode diligente della parola (Lc 2,19.51) e donna fedele presso la croce (Gv 19,25-37).
Nel tempo di Pasqua la Chiesa prolunga il gaudio della madre del risorto, il suo animo fu riempito di ineffabile letizia per la vittoria del figlio sulla morte.
Nelle celebrazioni liturgiche la Chiesa esprime atteggiamenti tipicamente mariani, che anche noi dobbiamo vivere e imitare. La Chiesa: ascolta e custodisce la parola di Dio; la Beata Vergine custodiva nel suo cuore gli eventi del Figlio suo (i fatti e le parole); loda e ringrazia continuamente il Signore, ha fatto suo il cantico della Beata Vergine Maria; mostra Cristo agli uomini; la Vergine lo portò al Battista, lo presentò ai poveri e ai ricchi, ai pastori e ai magi; prega e intercede; a Cana e nel Cenacolo la Madre del Signore esprime esemplarmente queste caratteristiche.
Nell’Annunciazione entriamo anche noi in una sorta di scuola mariana dove possiamo apprendere quali debbano essere i nostri atteggiamenti verso il Signore.
Dobbiamo guardare a Maria: lei ascolta la parola che le reca l’arcangelo San Gabriele, ne rimane scossa e si chiede che senso ha per lei. Ascolta e accoglie l’invito a non temere. Infatti quando parla il Signore non bisogna aver paura, perché il Signore ci manifesta il suo grande desiderio di stare in comunione con noi, e perché quando ci affida una missione, un compito, si fida di noi.
Maria accoglie il messaggio centrale dell’Angelo: concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Quel Figlio sarà il salvatore che dovrà entrare nella nostra storia umana per portare la salvezza. Maria si rassicura quando apprende che sarà lo Spirito Santo, il Divino Amore, a compiere in lei e con lei il prodigio dell’Incarnazione. Perché sia chiaro che il suo Figlio è Figlio di Dio, lei non avrà bisogno del concorso dell’uomo: concepirà per opera dello Spirito, resterà vergine e sarà la vera Madre di Dio.
Con Maria e come Maria andiamo incontro al Signore!
Ave Maria!

Don Pasquale Silla
Rettore Parroco



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